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venerdì 20 settembre 2013

Molini Bongiovanni – Farine Antiqua


 Buongiorno a tutti oggi vi presento i Molini Bongiovanni,  presenti in provincia di Torino, che  producono la farina a marchio Antiqua macinata a pietra:
Antiqua è una farina macinata a pietra a filiera corta certificata che nasce solo da grani piemontesi provenienti da 45 aziende agricole riunite in un solo consorzio di garanzia che seleziona soltanto terreni lontani da città, autostrade e fabbriche nel rispetto di un disciplinare di produzione per ottenere grani a residuo zero, lavorata da un mulino che risparmia circa 150 ton di CO2 ogni anno grazie a 1600 mq di pannelli fotovoltaici e che garantisce rigidi controlli qualitativi ed igienico-sanitari anche grazie ad una selezione ottica che scansiona ogni chicco di grano attraverso otto fotografie.
Antiqua conserva tutti gli elementi nutrizionali del grano per la presenza di tegumenti della crusca e del germe contenuti nello strato aleuronico del chicco (lo strato proteico in aderenza alla crusca) che grazie alla macinazione a pietra rimangono nella farina.
Ottenere una certificazione, significa che “qualcuno”, nell’interesse del consumatore, verifica che quello che le aziende dichiarano siano suffragate da fatti certi, da controlli accurati e che i prodotti immessi sul mercato abbiano le garanzie promesse. Questi “qualcuno” sono gli Enti di certificazione: organizzazioni stabili di controllo, che verificano, ispezionano, garantiscono che i prodotti e i processi come anche le garanzie igieniche, la filiera o le condizioni ambientali di lavoro vengano tutti rispettati.
Le società internazionali SGS e DNV hanno certificato l’azienda Molini Bongiovanni ed il prodotto Farina Antiqua.
L’unicità di Antiqua si coglie d’istinto:
all’apertura del sacco per il chiaro profumo di grano
per l’aspetto antico di una farina finissima e lievemente ambrata
nella lavorazione per la maggiore capacità di assorbire l’acqua
nell’impasto per il color nocciola e il profumo intenso
nella cottura per la colorazione brunita della mollica e della crosta
nella degustazione per la sua capacità di lasciare in bocca un gusto dolce e rotondo di grano, che bilancia e ben si amalgama con quello degli altri ingredienti
Le differenze organolettiche tra Antiqua tipo 1 e Antiqua tipo 2 sono dovute ad differente tasso di abburattamento (setacciatura) dopo la macinazione a pietra. Per cui la tipo 1 e più chiara e similare alle farine commerciali tipo 0 o 00. La tipo 2 è più scura e contiene una maggior quantità di tegumenti della crusca e del germe, quindi un gusto più marcato ed un aspetto più riconoscibile.
Le farine della linea Antiqua contribuiscono ad uno stile di vita più sano, perché conservano tutti gli elementi nutrizionali del chicco in quanto con la macinazione a pietra, per la presenza di tegumenti della crusca,del germe e dello strato aleuronico del chicco (lo strato proteico in aderenza alla crusca) la farina risulta essere:
ricca di fibre solubili e insolubili (per favorire la motilità intestinale)
ricca di tocoferoli: antiossidanti naturali (per combattere i radicali liberi e prevenire l’invecchiamento delle cellule)
ricca di vitamina E (per aumentare il potere antiossidante)
ricca di sali minerali (per il benessere dell’organismo)
povera di carboidrati (per diminuire il potere calorico)
i dati sono confermati da analisi chimiche effettuate presso laboratori ufficiali
Il risultato è una linea di farine dal profilo nutrizionale esemplare e dal gusto inconfondibile.
Ecco la ricetta realizzata con la farina Antiqua:
Per preparare l'impasto, procurarsi: -1 kg di Farina-1 Lievito di Birra-400 ml di acqua-sale (q.b.)-1 cucchiaino di zucchero Mentre per la preparazione del ripieno occorrono: -400 gr. di mozzarelle o pasta filante-Salsa di Pomodoro (q.b.) oppure un barattolo di polpa di pomodori a pezzetti-Un giro di sale-Un pizzico di pepe-Parmigiano (q.b.)
Iniziare la preparazione facendo riscaldare dell'acqua in un pentolino con un po' di sale. Prendere la farina, porla sul piano dove si intende lavorarla e disporla con un buco al centro, ove va messo lo zucchero. Proprio al centro, poi, versare l'acqua riscaldata facendovi sciogliere il livito di birra. Cominciare quindi ad impastare e, se necessario, di tanto in tanto, bagnare con acqua calda l'impasto per amalgamare il tutto. Ottenuto quindi l'impasto, lasciarlo per un paio d'ore in un posto caldo per la lievitazione.

Trascorse le 2-3 ore, lavorare l'impasto per formare un lungo cordone; tagliarlo in pezzi più o meno uguali in dimensione, in modo che si possa dar loro la forma di palline. Porre successivamente queste ultime su un tavoliere e coprirle con un panno: lasciar lievitare ancora per un'ora. Nel frattempo procedere alla preparazione del condimento unendo pomodoro, mozzarella a pezzettini, un giro di sale, parmigiano e pepe in una ciotola e mescolare il tutto. Stendere allora le palline di impasto con un mattarello, formando dei cerchi, su cui, con un cucchiaio, porre il ripieno. Richiudere con molta attenzione il panzerotto con una forte pressione delle mani (spesso si utilizzano i denti delle forchette) sui bordi. Riscaldare quindi l'olio, e cucinare in olio bollente i panzerotti ottenuti.




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